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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Terra di fate, negromanti ed orrori d'ogni genere; così i Sibillini venivano dipinti in tutta Europa nel XV-XVI secolo. Essi erano infatti il regno della mitica Sibilla Cumana “Illustre profetessa .... che raro alti secreti altrui rivela”.

Una donna leggiadra che però secondo alcuni era più una “Circe ammaliatrice associata al demonio, per invischiare nelle sue reti cavalieri in cerca di avventure ed onori”. Qui era ubicato il “Demoniaco lago di Pilato” dove, secondo la tradizione, scomparve trascinato da una mandria di bufali, il corpo del famoso Procuratore Romano Ponzio Pilato.

Un mondo fantastico, quindi, ma anche aspro e selvaggio, che da sempre ha destato la fantasia, i sogni e le speranze di tanti celebri scrittori. Andrea da Barberino nel “Guerrin Meschino” del 1409, narrò le vicende del prode cavaliere alla perenne ricerca delle proprie origini. Il francese Antonine de La Salle o l'Hermelin che definì il Monte della Sibilla come il Monte di Venere (Venusberg) perchè abitato dalla moglie di Vulcano e da spiriti maligni.

In realtà i Sibillini costituiscono una catena montuosa, d'origine prettamente calcarea, formata da oltre venti cime aventi quota superiore ai duemila metri.

Settantamila ettari, 18 Comuni di cui 13 ricadenti con il loro capoluogo all'interno del Parco, una popolazione di oltre 16.000 abitanti, risorse naturalistiche e storico-architettoniche di straordinario rilievo anche sul piano internazionale: questo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Un Parco che è caratterizzato da una diffusa presenza di centri e nuclei di origine medioevale in cui sono rinvenibili monumenti di notevole interesse storico e architettonico.

Fra queste ricordiamo il Comune di Visso, il santuario di Macereto suggestivo tempio dalle forme bramantesche; nel centro storico di Norcia la Piazza di San Benedetto con l'omonima Basilica; a Preci l'Abbazia di San Eutizio, a Montemonaco le antiche mura del “Castello”; inoltre i centri storici di Montefortino ed Amandola che risultano particolarmente ben conservati, la Rocca del XIII secolo ad Arquata del Tronto, da cui trae origine il nome del paese, e che secondo la tradizione fu fatta edificare da Giovanna di Napoli che la scelse come dimora preferita e come luogo per furtivi incontri d'amore.

Un Parco quindi che opera per il recupero reale di tutti quei valori che detrminano l'identità naturalistica, culturale e storica dei Sibillini e che garantisca uno sviluppo razionale e duraturo dell'rea.

Per ulteriori informazioni sul Parco Nazionale dei Monti Sibillini contattaci all'indirizzo e-mail: info@norciafood.it